PROGRAMMA

Dall’impazzare degli hashtag in Rete, al doppiaggese delle serie TV passando per il gergo dei giovani, la nostra lingua decolla in mille direzioni: siamo pronti a seguirla?

Venerdì 15 aprile 2016

Ore 14.00 – 16.00

LAB 01 – Linguisti nel terzo millennio: in equilibrio instabile fra tradizione e cambiamento

Vera Gheno, Twitter manager Accademia della Crusca

Essere linguisti nel terzo millennio vuol dire avere conoscenze radicate in secoli di storia della lingua italiana ma, allo stesso tempo, trovarsi di fronte a un panorama linguistico in continuo mutamento. Il linguista osserva, studia, approfondisce, raramente giudica; descrive senza prescrivere, consiglia ma non impone. Il canale Twitter dell’Accademia della Crusca fornisce un osservatorio privilegiato per cogliere tendenze e “umori” dell’italiano oggi, a partire dalla lingua della comunicazione mediata tecnicamente per arrivare all’autopercezione dei parlanti, ai ragionamenti metalinguistici di chi parla l’italiano come lingua madre: il nostro futuro, ma forse anche il nostro presente linguistico, sono ancora tutti da costruire.

Ore 16.30 -18.30

LAB 02 – Laboratorio sulla punteggiatura

Giulio Mozzi, scrittore

Il laboratorio sarà diviso in tre parti. La prima parte sarà un gioco. Ai partecipanti sarà fornita una pagina di alcune opere letterarie importanti (indicativamente: I promessi sposi di Alessandro Manzoni, Il male oscuro di Giuseppe Berto, Notturno di Gabriele D’Annunzio) privata di ogni segno di punteggiatura. Il gioco consisterà nell’inserire la punteggiatura mancante e nel confrontare poi le proprie scelte con le scelte degli autori. La seconda parte sarà una lezione interattiva. Si lavorerà su piccole frasi (per esempio: “Giovanni mangia, Luisa gioca”, “Mi ami?”, eccetera), andando a vedere come se ne possa cambiare (anche radicalmente) il significato intervenendo solo sulla punteggiatura. La terza parte sarà una discussione attorno al principio sotteso a tutto il lavoro: “Non è interessante discutere sulla correttezza della punteggiatura, è interessante imparare a percepire gli effetti di senso prodotti dalla punteggiatura”.

Ore 21.00 – Cinema Teatro Lux

EVENTO – Un anno Lercio

In poco più di tre anni di vita, il sito Lercio.it – dissacrante rivista online nata nel 2012, miniera di notizie nonsense e satiriche talmente improbabili da risultare quasi vere – si è trasformato in un vero e proprio fenomeno virale. L’intervista semiseria condotta dalla linguista Vera Gheno, Twitter manager dell’Accademia della Crusca, a uno degli autori della testata, Andrea Michielotto, ci accompagnerà alla scoperta di questa innovativa operazione con cui, in un mondo in cui l’informazione (spesso non adeguatamente verificata) martella e domina le nostre vite, un gruppetto di dissidenti ha deciso di intraprendere una lotta senza quartiere alle formule preconfezionate e alla retorica d’acchiappo di tanto giornalismo dei nostri tempi. Una divertente riflessione sui linguaggi specialistici, sulle loro idiosincrasie e sulla facilità con cui possono essere fraintesi o manipolati quando non se ne conoscono i meccanismi di base, condita da spassosi materiali audiovideo e da una punta di spettacolo puro.

Sabato 16 aprile 2016

Ore 9.30 – 11.00

LAB 03 – A qualcuno piace l’hashtag

doppioverso aka Chiara Rizzo e Barbara Ronca, traduttrici

Scrivere per il web e sui social implica un approccio al linguaggio in costante divenire, frutto di scelte estemporanee e mirate che non possono prescindere da un intento fondamentale: stabilire con i propri interlocutori una comunicazione il più possibile empatica e un rapporto di schietta reciprocità. Dai 140 caratteri di Twitter, dove a farla da padrone sono i distillati di senso degli hashtag, alla logica dell’interazione pervasiva di Facebook, passando per gli echi multimediali propri del blogging, la logica dell’immediatezza e la ricerca di un feedback tipici della scrittura per il web impongono, il più delle volte, una contaminazione consapevole e coraggiosa dei registri linguistici. Il bizzarro equilibrio tra regola e sperimentazione, neutralità e intimità ombelicale fa di quest’ambito un territorio pionieristico in cui a evolvere non è solo l’oggetto scrittura in sé ma anche, e soprattutto, i modi in cui esso si declina e trasmette.

Ore 11.30 – 13.00

LAB 04 – «Amico, ma perché parli come un film doppiato?»

Leonardo Marcello Pignataro, traduttore

Burocratese, legalese, officialese, accademichese, politichese, giornalese, traduttese, doppiaggese… e già, proprio “doppiaggese”. Vi fa ridere? E perché? Pensate di esserne immuni? Ne siete proprio sicuri? E se ne siete affetti, è un male? Sempre e comunque? Tra il serio e il faceto, tra il teorico e il pratico, ne parleremo insieme e diagnosticheremo la gravità del nostro contagio, indagandone le cause e magari scoprendo che di grave ha ben poco. Attenzione: è severamente vietato introdurre grammatiche in sala. Ai trasgressori sarà interdetta per un anno la visione dei programmi Sky in lingua originale.

Ore 14.15 – 16.15

LAB 05 – Ma che lingua parliamo? L’italiano pazzesco di Luca Mastrantonio

Luca Mastrantonio, autore di Pazzesco! Dizionario ragionato dell’italiano esagerato (Marsilio, 2015)

Quanto è impazzito il nostro italiano? Molto, perché vogliamo essere linguisticamente alla moda. Usiamo troppi termini stranieri o falsamente familiari, usati di sproposito o usciti di senno, che significano tutto e il loro contrario, come l’aggettivo pazzesco: indica qualcosa di pazzo, straordinario o anormale, ma è così diffuso da essere diventato un’esclamazione universale che esprime indistintamente stupore, meraviglia, ammirazione, terrore. Possiamo guarire? Sì, giocando seriamente con queste parole, diventando consapevoli. Luca Mastrantonio ci aiuterà ad allenare la mente, giocheremo con lui e il suo quiz-cruciverba “pazzesco” .

Ore 16.30 – 18.30

LAB 06 – Così scrivevano: la norma linguistica italiana dalla Crusca a Google

Andrea De Benedetti, autore de La situazione è grammatica (Einaudi, 2015)

Quanto è cambiata la norma linguistica da quando l’italiano è diventato finalmente lingua viva e maggioritaria nel paese? Quanto sta cambiando oggi che le nuove tecnologie e i social media hanno creato una classe di scriventi di ritorno che possono per la prima volta incidere direttamente sulle sorti della loro lingua semplicemente pubblicando un post su Facebook o un commento su Twitter? E quanto siamo preparati, noi che abbiamo nell’italiano il nostro principale utensile di lavoro nonché l’elemento più caratterizzante della nostra identità, ad accettare che a sancire i destini della nostra lingua non sia più la sola classe intellettuale ma anche l’ingovernabile democrazia della Rete? Il workshop vuol essere un momento di riflessione sui cambiamenti in atto nell’italiano contemporaneo e un’opportunità di confronto tra addetti ai lavori per capire quali tra questi cambiamenti mettano davvero a rischio l’identità della nostra lingua e quali invece debbano essere accettati nell’ottica di un naturale processo di rigenerazione della lingua stessa.