“Non demonizziamo chi commette qualche errore ma ricordiamoci che è nel nostro interesse saper padroneggiare al meglio l’italiano: chi vive nella convinzione che la grammatica non serva a niente, uscirà perdente davanti a un contratto di cui non comprende le cause o a un’accusa a cui non sa controbattere.
Perché la lingua resta innanzitutto uno strumento di potere. Possiamo difenderne un’artificiale purezza o salvaguardarla dalla semplificazione generalista, a cui fa da contraltare un linguaggio specialistico sempre più criptico, pieno di acronimi e anglismi (basti pensare all’economia); la decisione spetta a noi, e con “noi” non intendo solo chi lavora con l’italiano, ma l’intera comunità di parlanti perché, parafrasando un vecchio slogan, La lingua è di chi la parla”.

Su Senzaudio, Stefania Marinoni torna a occuparsi di Italiano Corretto con un attento resoconto della nostra due giorni. A cornice dell’articolo, una simpatica illustrazione della talentuosa Silvia Ghiara.

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